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The Long Way to Venice: 310 km di corsa da Milano a Venezia, l’impresa di Luca Masoero


Oltre 310 chilometri da Milano a Venezia, percorsi nell’arco di due giorni. Si è conclusa The Long Way to Venice, l’impresa di ultrarunning che ha visto protagonista Luca Masoero, runner trentenne, nell’ambito di un progetto promosso da Kiprun. Un viaggio che ha trasformato una sfida di resistenza fisica e mentale in un’esperienza di scoperta, incontri e connessione con il territorio.

Partito da Milano il 15 ottobre, in occasione di un evento che ha visto protagonista Jimmy Gressier, atleta Kiprun, Luca ha intrapreso il viaggio verso Venezia, trasformando l’avvicinamento alla Maratona di Venezia in un’esperienza che va oltre la dimensione puramente sportiva.

Luca ha raggiunto Venezia sabato 17 ottobre alle 23, tagliando il suo personale traguardo a Campo dei Frari, nel sestiere di San Polo. Ha percorso 310,50 chilometri, con 742 metri di dislivello positivo e 37 ore, 57 minuti e 36 secondi di tempo in movimento. Il tempo complessivo registrato, comprese le pause e la fase iniziale dell’evento con Jimmy Gressier, è stato di 51 ore, 39 minuti e 32 secondi. Durante il viaggio ha dormito complessivamente circa 3 ore e 20 minuti, distribuite tra tre soste più lunghe e alcune pause brevi.

UN VIAGGIO IN CUI CONTA ANCHE TUTTO CIÒ CHE ACCADE TRA LA PARTENZA E IL TRAGUARDO

Con The Long Way to Venice, la corsa è diventata molto più di una sfida atletica. La distanza percorsa ha rappresentato soltanto la parte più visibile di un’esperienza che ha messo al centro la dimensione umana dello sport: la capacità di affrontare la fatica, adattarsi agli imprevisti, attraversare nuovi territori e lasciarsi sorprendere dagli incontri lungo il cammino.

Per Luca Masoero, che prima di questa esperienza non aveva mai visitato Venezia, raggiungere la città lagunare ha rappresentato anche un modo inedito di conoscere un luogo nuovo attraverso la propria passione per la corsa.

Tra i ricordi più intensi del percorso, Luca racconta momenti semplici, come un piatto di pasta preparato sugli scogli del Lago di Garda o una pizza mangiata vicino all’ospedale di Padova. La difficoltà maggiore è arrivata intorno al chilometro 280: una ciclabile chiusa per lavori e una svolta sbagliata lo hanno disorientato quando mancava ormai poco all’arrivo. Dopo una breve sosta per ritrovare lucidità e un messaggio vocale alla crew, ha ripreso a correre. Un altro momento significativo è stato quello in cui, durante la seconda notte, Luca e le persone che lo accompagnavano hanno deciso di fermarsi a dormire insieme, per recuperare le energie e ripartire più lucidi.

Un viaggio in cui il traguardo non è stato soltanto una destinazione geografica, ma il punto di arrivo di un percorso personale, fatto di piccoli passi, difficoltà e scoperte. Perché il valore dell’impresa non risiede esclusivamente nei chilometri percorsi, ma anche in tutto ciò che accade lungo il tragitto.

LUCA MASOERO: UNA PASSIONE VISSUTA DI CORSA, MA NON DI FRETTA

Trent’anni e una passione per la corsa nata dieci anni fa, quasi per caso. Luca Masoero ha iniziato a correre nel 2016, durante un percorso di doppia laurea in Cina, allenandosi con alcuni amici per partecipare alla 10 km di Shanghai. Da allora ha esplorato diverse discipline, dalla corsa su strada alla montagna, dalle maratone alle ultramaratone, sviluppando un rapporto con questo sport che va ben oltre la dimensione agonistica.

Per Luca, correre significa soprattutto ritagliarsi uno spazio personale, staccare dalla quotidianità e mettere ordine nei pensieri, ma anche scoprire nuovi luoghi e confrontarsi con i propri limiti. Una filosofia che riassume in una frase: «Una passione che vivo di corsa, ma non di fretta».

Un approccio che lo ha portato, nel 2026, ad affrontare una sfida insolita: percorrere 100 chilometri su un circuito di appena 150 metri nel centro di Milano. Un’esperienza che gli ha insegnato quanto, nelle sfide di lunga distanza, sia importante imparare a convivere con la fatica, anziché cercare di ignorarla.

Con The Long Way to Venice, questa visione ha trovato una nuova espressione, attraverso un viaggio in cui la resistenza fisica si è intrecciata con il desiderio di esplorare ciò che si trova oltre i propri confini.

«Il limite è la dimensione della prestazione, del tempo e della distanza. Il confine è la dimensione della scoperta: Milano-Venezia è stato come entrare in qualcosa che non conoscevo, lasciandomi sorprendere da quello che è successo lungo il percorso», racconta Luca Masoero.

KIPRUN: LA CORSA COME ESPERIENZA DI CONNESSIONE E CONDIVISIONE

Attraverso The Long Way to Venice, Kiprun valorizza una visione della corsa che supera il concetto di prestazione sportiva per mettere al centro le persone, il territorio e le esperienze condivise.

Il progetto nasce dalla volontà di raccontare il running nella sua dimensione più autentica, come strumento di esplorazione e conoscenza, capace di creare connessioni tra individui, luoghi e community.

Una dimensione collettiva che ha caratterizzato l’iniziativa fin dalla partenza, quando Jimmy Gressier ha dato simbolicamente il via all’impresa di Luca durante l’evento milanese che ha coinvolto la running community in una social run e in un momento di incontro con l’atleta.

Lungo il percorso, il sostegno della crew è stato fondamentale, soprattutto nei momenti di maggiore stanchezza e durante le soste condivise. All’arrivo a Venezia, Luca ha potuto festeggiare con alcuni amici e con le persone che lo avevano accompagnato nell’impresa. Il progetto ha coinvolto anche le running crew Crusher e Balanced Runners, presenti nel supporto lungo il percorso.

The Long Way to Venice ha unito così la dimensione individuale dell’impresa sportiva a quella collettiva della corsa, sottolineando come ogni esperienza possa diventare un’occasione di incontro e condivisione.

THE LONG WAY TO VENICE: UN’IMPRESA CHE DIVENTA RACCONTO

Il viaggio di Luca Masoero è stato accompagnato da un progetto di documentazione fotografica e video, pensato per restituire non soltanto le tappe dell’impresa, ma soprattutto la sua evoluzione fisica ed emotiva.

Dalle difficoltà agli incontri, dai momenti di entusiasmo a quelli di maggiore fatica, The Long Way to Venice prende forma anche attraverso un docufilm che sceglie un linguaggio vicino a quello del road movie, privilegiando un racconto intimo e autentico rispetto alla tradizionale narrazione sportiva.

L’obiettivo è andare oltre i numeri e la performance per raccontare la persona dietro l’atleta, dando spazio alle emozioni, ai dubbi e alle trasformazioni che un’esperienza di questo tipo può generare.

Il racconto dell’impresa ha trovato spazio anche nel weekend della Maratona di Venezia, con una première del documentario dedicato a Luca, di prossima disponibilità. Il Kiprun Hub ha inoltre ospitato attività dedicate alla community del running durante il weekend veneziano.

Perché The Long Way to Venice non è soltanto il racconto di oltre 310 chilometri percorsi di corsa, ma soprattutto di tutto ciò che può accadere lungo il viaggio.

CREDITS

Il docu-film The Long Way to Venice nasce da un progetto di Decathlon Italia sviluppato in collaborazione con Crusher, Balanced e STEALTH.

Realizzato da Spazio Paradiso, il film vede protagonista Luca Masoero e porta la firma di Matteo Montenero, Nicolò Nastaia e Tommaso Montaldo per la produzione, con la direzione creativa di STEALTH, Filippo Bortolotti nel ruolo di executive producer e Matteo Assamoi come fotografo.

Fonte Edelman

Giancarlo Costa

Snowboarder, corridore di montagna, autore per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it e bici.news. In passato collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999, collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000. Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD e MONTAGNARD FREE PRESS dal 2002 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT nel 2006.