La Via di Annibale: una nona edizione calda, spettacolare e dal respiro internazionale

La nona edizione de La Via di Annibale – terribile e magnifica, si è corsa sabato 1 agosto sotto un sole sorprendentemente caldo, che ha accompagnato gli atleti lungo tutto il percorso d’alta quota. Sono stati 260 i runner al via, provenienti non solo da tutta Italia ma anche da Belgio, Olanda, Francia, Polonia e Romania, confermando il carattere sempre più internazionale della manifestazione. Inserita nel circuito ufficiale @Iutaitalia e accreditata con punti @Itra_trail validi per il ranking UTMB, la gara continua a distinguersi per la sua natura autentica, lontana dalle logiche dei trail commerciali e profondamente radicata nell’ambiente alpino.
La Via di Annibale è una corsa che non concede sconti: si corre oltre i 3000 metri di quota, attraversa nevai, pietraie, creste esposte e tratti classificati EE ed EEA, dove tecnica ed esperienza diventano parte integrante della sfida. Qui gli atleti corrono accanto a stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini, immersi in un paesaggio che resta prima di tutto quello della montagna. La vetta del Rocciamelone, con i suoi 3538 metri, domina la gara principale, la 52 km, che con 4250 metri di dislivello positivo rappresenta una delle prove più impegnative del panorama dello skyrunning.
Il percorso della Ultra skymarathon ha proposto i passaggi tecnici sul nevaio Bertà/Sabbione e sul ghiacciaio del Rocciamelone, dove il ghiaccio compatto ha permesso un transito sicuro, costantemente monitorato dai volontari. La skymarathon da 42 km ha raggiunto la Punta Costan a 3305 metri, condividendo buona parte del tracciato con la distanza maggiore prima di scendere verso il lago di Malciaussia. La skyrace da 24 km ha invece ripercorso la storica decauville utilizzata per la costruzione della diga, attraversando gallerie scavate nella roccia che aggiungono un fascino particolare alla prova più breve.
Nell’edizione 2026 gli atleti hanno ricevuto: trofei dedicati ai primi classificati, una medaglia per tutti i finisher e una maglietta celebrativa con doppia stampa, che ritrae davanti il ghiacciaio e la vetta del Rocciamelone, sulla schiena il panorama dalla Punta Costan. Un modo per raccontare, anche visivamente, la storia della “terribile e magnifica” e per permettere a chi l’ha corsa di ricordare, indossandola, di esserci stato.
Sul fronte sportivo, la Ultra skymarathon da 52 km ha visto la vittoria di Lorenzo Rostagno, che ha chiuso in 7h27’ confermando la sua capacità sulle lunghe distanze alpine dopo il successo al Tour Trail Valle d’Aosta 2023. Alle sue spalle l’olandese Kevin Stroek, skyrunner e medico olandese in qualità di allenatore certificato di corsa in montagna, ha fondato la Skyrunning Academy ed è inoltre un atleta della nazionale olandese di trail e skyrunning, in 8h05’, seguito da Luca Brambilla, specialista delle ultratrail, in 8h07’.
Tra le donne, dominio di Cristina Vecco, già vincitrice del TOR130 nel 2025, che ha fermato il cronometro a 9h41’. Secondo posto per Denise Avalle (9h50’), valdostana e campionessa del Tour Trail Valle d’Aosta 2017, mentre il terzo gradino del podio è andato a Lisa Borzani, due volte regina del Tor des Géants, in 10h21’.
Nella skymarathon da 42 km si è imposto Andrea Negro, già vincitore dell’edizione 2025, con un tempo di 5h55’. Dietro di lui Denny Pungitore (6h50’) e Marco Alifredi (6h55’).
La gara femminile ha visto il successo dell’olandese Rens Nijman, protagonista anche al Gran Trail Courmayeur 2026, che ha chiuso in 6h23’. Secondo posto per Anna Gili (7h51’), seguita da Francesca Togni (7h53’), reduce dal podio alla 100% Mojanchi Trail.
La skyrace da 24 km ha confermato il talento di Enrico Mensio, già vincitore nel 2025, che ha chiuso in 2h19’. Completano il podio Alberto Bressan (2h23’) e Daniele Carrera (2h23’).
Tra le donne, vittoria di Silvia Noveri in 2h47’, davanti a Federica Spadafora (2h49’) e Giuliana Appendino (3h07’).
L’organizzazione rivolge un ringraziamento particolare a ENEL, Sponsor Ufficiale della manifestazione, il cui sostegno si conferma determinante per la crescita e la qualità dell’evento. Un contributo che permette a La Via di Annibale di mantenere il proprio carattere tecnico, autentico e profondamente legato alla montagna, offrendo agli atleti un’esperienza che resta, ogni anno, “terribile e magnifica”.
Con l’occasione, Enel Green Power aprirà al pubblico la centrale idroelettrica del Crot ad Usseglio (TO) il 13 settembre prossimo. Registrazione su https://www.eneleventi.it/registrazione
Fondamentale anche il sostegno di tutti gli altri sponsor sostenitori, volontari, associazioni, alberghi e ristoranti, Pro Loco, le Amministrazione Comunale di Usseglio e gli altri Comuni interessati e la redazione RAI TGR Piemonte.
Riportiamo le impressioni post gara dell’atleta polacco Cesar Osojca che descrivono al meglio La via di Annibale:
“Ogni anno cerco gare ad alta quota con tanto dislivello, ma ce ne sono poche e la scelta è davvero limitata. Spesso il problema è arrivarci, perché si svolgono in luoghi difficili da raggiungere. Ho scoperto la Via di Annibale per caso su Facebook e, appena ho visto il tracciato, ho capito che dovevo partecipare. La vetta più alta a 3500 m, salite e discese durissime, chilometri di tracciato sopra i 3.000 metri: era esattamente il tipo di sfida che stavo cercando. Un rapido controllo dei collegamenti dalla Polonia a Torino e la decisione di partire è stata quasi automatica. Dopo molti mesi di allenamenti durissimi, arrivando a Usseglio qualche giorno prima della partenza ho avuto la sensazione di essere ai confini del mondo, circondato dalle imponenti montagne che dominano il paese da ogni lato. La straordinaria tranquillità del luogo e la cordialità delle persone che ho incontrato mi hanno confermato di aver fatto la scelta giusta. Una ricognizione di alcuni chilometri sul percorso mi ha mostrato il vero volto della Via di Annibale: salite ripidissime, discese tecniche, sentieri stretti ricoperti di pietre, immersi in un ambiente selvaggio e mozzafiato, ancora incontaminato, dove è la natura a dettare le regole. Un tracciato terribile, ma allo stesso tempo irresistibile che mi spingeva ad affrontarlo. Potrei raccontare per ore la partenza e tutti quei momenti straordinari che porterò sempre con me, perché questa gara sa regalare emozioni difficili da descrivere. Ma ciò che, secondo me, la rende davvero speciale è molto di più. Vorrei iniziare dai volontari. Erano numerosissimi lungo tutto il percorso, sempre sorridenti, cordiali e disponibili, tanto che avrei voluto fermarmi più a lungo ai punti ristoro per chiacchierare con loro. Per quanto riguarda il tracciato, a mio avviso supera qualsiasi scala di difficoltà ed è l’essenza pura dello skyrunning nella sua forma più pura. Ci sono tratti talmente ripidi che bisogna aiutarsi anche con le mani per avanzare, discese altrettanto verticali ricoperte di pietre, dove un solo errore può avere conseguenze gravissime. A tutto questo si aggiungono le quote elevate che ti fanno letteralmente girare la testa, che mettono realmente alla prova, e i nevai sotto la cima del Rocciamelone. Non dimenticherò mai la discesa folle dalla Rocciamelone, dove l’adrenalina era così forte da farti dimenticare completamente la fatica della lunga e durissima salita precedente. È proprio per questo che la Via di Annibale è Terribile: chi decide di affrontarla deve essere consapevole di quanto sia una sfida enorme che lo aspetta. Ma è anche Magnifica, perché regala panorami che tolgono il fiato su montagne maestose, immersi nella grandiosità delle Alpi. Per me è più di una gara di skyrunning: è una corsa leggendaria, e sono profondamente onorato di avervi partecipato. La Via di Annibale affascina in ogni modo, anche perché ha conservato il suo carattere autentico, locale e semplice, offrendo in cambio molto più di tante grandi gare commerciali piene di sponsor e atleti d’élite. Potete essere davvero orgogliosi che una manifestazione così straordinaria si svolga sulle vostre montagne. Quanto a me, so già che il prossimo anno tornerò a Usseglio per affrontare ancora una volta la Via di Annibale e rivivere tutte quelle emozioni che quest’anno hanno riempito il mio cuore.”









