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L’Italia vince il Trofeo Nasego Mountain Running Seven Nations, Andrea Elia terzo nel Vertical


Il Vertical Nasego, la prima delle due prove italiane di Coppa del Mondo di corsa in montagna, applaude a Casto (Brescia) i successi della tedesca Nina Engelhard, campionessa iridata in carica, e di un altro asso come il keniano Patrick Kipngeno ma esulta Andrea Elia (La Recastello), migliore degli azzurri con un ottimo terzo posto e punti preziosi per il Trofeo Nasego Mountain Running Seven Nations. L’Italia piazza anche Henri Aymonod (Us Malonno) in quarta posizione, Andrea Rostan (Atl. Saluzzo) undicesimo e Michael Galassi (Us Aldo Moro) quindicesimo. Da segnalare la top ten di Tiziano Moia (Gemonatletica), al via al di fuori del quartetto azzurro e nono all’arrivo. Tra le donne Benedetta Broggi (La Recastello) è decima, Arianna Dentis (Atl. Saluzzo) 12esima ed Erica Ghelfi (Pod. Valle Varaita) 14esima. Nella classifica parziale del “Sette Nazioni” l’Italia conduce con 13 punti, seconda la Francia a quota 30, terza la Scozia con 32, seguono Inghilterra (37), Svizzera (41), Galles (66) e Irlanda (79). Domenica dalle 9.30 il Trofeo Nasego, altra tappa di Coppa del Mondo, seconda e ultima prova del Seven Nations: a differenza del vertical, in cui valgono due piazzamenti maschili e altrettanti femminili per ogni nazione, faranno testo i migliori tre uomini e le migliori tre donne al traguardo per ogni squadra.

UOMINI – Nella primissima parte di gara, ritmo controllato e si forma un quartetto con Kipngeno, Kiriago, Atuya e l’azzurro Elia, bronzo europeo in questa stagione, che rimane con i migliori. Il gruppo si allunga, Kipngeno e Atuya guadagnano una ventina di secondi nei confronti del compagno di squadra Kariuki su cui rinviene Elia, si stacca Kiriago e da dietro arrivano Adkin e Aymonod. È bagarre in vetta nel finale: Patrick Kipngeno vince per la quarta volta in carriera il Vertical Nasego in 33:31, mancando di soli otto secondi il record del percorso, Richard Atuya chiude in 34:11 ma un boato accoglie Andrea Elia, terzo con 34:40, miglior tempo di sempre per un italiano alla Corna di Savallo, poi Henri Aymonod corona la rimonta con la quarta piazza in 35:00. Dopo i keniani Elijah Kariuki e Philemon Kiriago, ecco il giovane inglese Edward Hobbs, rivelazione di giornata, mentre Tiziano Moia coglie il nono posto in mezzo ai keniani Michael Saoli ed Ephantus Njeri.

DONNE – Nina Engelhard non attende, rompe gli indugi da subito e si porta nettamente in testa: ai 500 metri di dislivello il margine supera il minuto su una coppia di inseguitrici composta dalla scozzese Kirsty Dickson e dalla keniana Ruth Gitonga, la leader di Coppa del Mondo. La seconda parte dell’ascesa (con lo scenario più selvaggio e spettacolare, le classiche rocce chiare della montagna del Savallese a suggestionare il pubblico e gli atleti, e il retro-panorama delle verdi vallate prealpine bresciane a far da cornice) regala emozioni: la tedesca Engelhard perde progressivamente vantaggio ma riesce a conquistare la prima vittoria in questa gara con 39:29, quarta donna a scendere sotto i 40 minuti a Casto. Alle sue spalle Dickson si prende con autorità la seconda posizione in 40:19, ma è notevole la rimonta dell’intramontabile austriaca Andrea Mayr, classe 1979, già sette volte sul podio del Vertical Nasego e capace di agguantare la terza piazza in 40:49. Dietro chiudono nell’ordine le keniane Ruth Gitonga e Miriam Chepkirui, la francese Christel Dewalle, la svizzera Selina Burch, ancora Kenya con Joyce Njeru e Gloria Chebet e la migliore azzurra, Benedetta Broggi.

L’Italia vince il Sette Nazioni

Per il secondo anno consecutivo la squadra azzurra conquista il successo nell’incontro internazionale di corsa in montagna a Casto (Brescia). L’Italia vince il Trofeo Nasego Mountain Running Seven Nations-Memorial Silvestro Niboli, il “Sette Nazioni” della disciplina, e dopo aver chiuso in testa la prima giornata totalizza il miglior bottino anche nella seconda (26 punti) davanti a Francia (52 punti) e Inghilterra (60). Nella classifica generale i padroni di casa riescono a imporsi con 39 punti complessivi nei confronti della Francia (82) mentre l’Inghilterra precede la Scozia per la terza posizione (97 punti contro 100), seguono poi Svizzera, Galles e Irlanda. Domina il Kenya nella quartultima prova di Coppa del Mondo di corsa in montagna con le affermazioni al maschile di Philemon Kiriago, autore del record del percorso, e della leader di Coppa al femminile Ruth Gitonga. L’acuto in chiave azzurra al Trofeo Nasego porta la firma di Arianna Dentis (Atl. Saluzzo), quarta tra le donne, con Benedetta Broggi (La Recastello) 11esima ed Erica Ghelfi (Podistica Valle Varaita) 29esima. Nella gara degli uomini un coraggioso Michael Galassi (Us Aldo Moro) chiude nono, Andrea Rostan (Atl. Saluzzo) è 11esimo, Andrea Elia (La Recastello) 16esimo e Henri Aymonod (Us Malonno) 20esimo.

DONNE – La corsa si apre con un attacco di Ruth Gitonga, determinata a chiudere presto la questione. Sulle sue tracce Nina Engelhard che rompe gli indugi pur avendo annunciato una tattica prudente dopo le fatiche del Vertical Nasego, vinto poco più di 24 ore prima. La tedesca campionessa del mondo paga un distacco di circa 30 secondi al primo rilevamento in località Alone, in un trenino che coinvolge anche Miriam Chepkirui, Joyce Njeru e Gloria Chebet, tutte nello spazio di un minuto. All’inizio della temuta salita al rifugio Nasego, in località Piazze, per Gitonga c’è un minuto e mezzo di vantaggio su Engelhard e 1:48 su Chepkirui mentre dietro recuperano la scozzese Kirsty Dickson e Arianna Dentis. La salita finale al Nasego resetta i distacchi, perché Engelhard lo riduce a soli 25 secondi da Gitonga, ma lo scollinamento è provvidenziale per la keniana che scrive il proprio nome nell’albo d’oro del Trofeo Nasego in 1h47:07, sesto crono di sempre sul percorso. Praticamente invariato il distacco alla fine per Nina Engelhard che chiude in seconda posizione e completa un weekend da protagonista anche con il netto successo del Vertical Nasego. Terzo posto a completare il podio per Miriam Chepkirui. Festa per la quarta piazza della migliore azzurra, Arianna Dentis in 1h52:51 che rappresenta il secondo miglior crono italiano femminile a Casto. Più dietro le keniane Gloria Chebet e Joyce Muthoni Njeru, l’austriaca Andrea Mayr, la scozzese Kirsty Dickson e le due svizzere Axelle Genoud e Flurina Eichholzer-Bott.

UOMINI – Corsa guidata sin dalle prime battute dai keniani del team Run2Gether-On: prima i giovani Njeri e Kariuki, poi Philemon Kiriago e Patrick Kipngeno. Un avvio che relega il resto della truppa già a 30 secondi dopo meno di 3 chilometri. Si ritirano Richard Atuya e Brayan Rodriguez, mentre Petro Mamu prova a rimanere nella scia degli avversari, portandosi dietro anche un coriaceo Michael Galassi, lo svedese Nilsson e Andrea Rostan. La gara scorre veloce nella prima parte, con un ritmo di cui sembra far le spese il capitano di Run2Gether Kipngeno, mentre Kiriago prova ad andare via tallonato da Kariuki e da Njeri. Ma è un fuoco di paglia, perché quando comincia la salita è proprio Kipngeno a rilanciare: il solo Kiriago resiste, scollinando al Rifugio Nasego con un crono identico a quello dello scorso anno (1h13:53). Kipngeno è a soli cinque secondi, Saoli a 56, Kariuki a 1:24 poi Machoka, Mamu, Galassi, Nilsson, Njeri e il britannico Matthew Knowles che da discesista prova un tentativo di rimonta nel finale. Philemon Kiriago nel finale incrementa il vantaggio sui connazionali per vincere in 1h30:08, nuovo record del percorso, e Patrick Kipngeno cede parecchio nel finale ma difende il secondo posto (1h31:10). Il Kenya si prende tutta la top five con Michael Saoli terzo, Elijah Kariuki quarto e Paul Machoka quinto, chiudono poi l’eritreo Petro Mamu e Matthew Knowles. Primo degli italiani Michael Galassi, nono.

Fonte Fidal

Giancarlo Costa

Snowboarder, corridore di montagna, autore per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it e bici.news. In passato collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999, collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000. Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD e MONTAGNARD FREE PRESS dal 2002 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT nel 2006.